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Auto aziendali e plastic tax, si cambia

Pubblicato martedì 26 novembre 2019

Il premier Conte assicura di aver trovato le coperture per cambiare le norme su auto e plastic tax. Ma Italia Viva avverte: non basta rimodulare, sono tasse da cancellare. Il presidente del Consiglio ha comunque assicurato che l’impronta ambientalista della legge di bilancio avrà anche altre facce, come “un credito d’imposta ‘green’ del 10% per le imprese che realizzano investimenti in grado di ridurre le emissioni generate dai processi produttivi, per renderli più efficienti, minimizzando la produzione di rifiuti”.
Che il governo abbia individuato dove andare a trovare i soldi per modificare plastic tax e tassa sulle auto aziendali Conte lo ha assicurato parlando a un Forum con la Adnkronos. Resta ancora da capire quale sarà l’intervento. Sulla plastica si parla di un taglio della tassa da un euro a un cifra compresa fra i 40 e gli 80 centesimi al chilogrammo, con in più un occhio di attenzione per gli imballaggi riciclati.
Per le auto aziendali il governo starebbe studiando di farle concorrere al reddito per il 15% anziché il 30% quando si tratti di ibride o elettriche, elevato al 40% fino al 100% per i veicoli più inquinanti. In ogni caso la stretta riguarderebbe solo le auto comprate da gennaio in poi.
Insomma, Conte continua a sponsorizzare il green new deal, quella svolta verde che, insieme al contrasto dell’evasione fiscale e all’abbattimento delle tasse per i lavoratori, il governo indica fra i principali obiettivi della Legge di Bilancio. Malgrado le intenzioni di Palazzo Chigi, però, la manovra stenta a decollare. Superato l’esame del Consiglio dei Ministri, e ottenuto il via libera con riserva dall’Ue, il provvedimento sta procedendo a rilento in Parlamento. In Senato ancora non è iniziato il vaglio di ammissibilità degli emendamenti.
Non va molto meglio con l’altra gamba del pacchetto, il dl fisco: la commissione Finanze della Camera sta proseguendo con le votazioni ma a rilento. Restano intanto sul tavolo molti emendamenti che cambierebbero in maniera sostanziosa i contenuti della manovra. La maggioranza starebbe per esempio trovando un accordo per far slittare a luglio l’avvio della lotteria degli scontrini. Il rinvio potrebbe sposarsi con un’altra proposta, che mira a unificare lo scontrino fiscale con quello emesso dal Pos. In pratica, in caso di pagamento con carta, l’esercente emetterebbe una sola ricevuta con valore sia fiscale sia bancario.

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