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Autonomi contro il click day dell’Inps

Pubblicato giovedì 19 marzo 2020

Commercianti e artigiani sono sul piede di guerra di fronte all’ipotesi di un “click day” per accedere al bonus di 600 euro, messo in campo dal governo per gli autonomi con uno stanziamento di 2,1 miliardi nel “Cura Italia”, per compensare le pesanti perdite di fatturato causate già a marzo dall’emergenza Covid-19. Più di un’associazione sta esprimendo una netta contrarietà contro questa modalità pensata dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico per una vasta platea di autonomi, di circa 6 milioni di lavoratori, che comprende partite Iva, collaboratori, operai agricoli, stagionali dello spettacolo e del turismo.
Confcommercio la boccia e chiede al Governo “di ripensare all’ipotesi, avanzata in queste ore dal presidente Pasquale Tridico” perché “l’utilizzo del sistema del click day per le necessità organizzative e di strumentazione di cui necessita, rischia di essere del tutto incoerente nell’attuale fase emergenziale nella quale l’attività di professionisti ed autonomi è di fatto sospesa o fortemente limitata, così come quella di associazioni di rappresentanza ed intermediari in grado di prestare assistenza a tali soggetti”.
Le disposizioni per chiedere l’indennizzo sono attese a giorni, saranno indicate in una circolare dell’Inps, ma il timore è che nella corsa a chi arriva prima, moltissimi saranno esclusi solo per un gap digitale, in un’Italia a più velocità in tema di infrastrutture telematiche, dove in alcune aree ancora è difficile stabilire una connessione a Internet e di conseguenza fare una richiesta tempestiva.
Per la Confesercenti il click day è “impensabile. In un momento critico come questo, lo strumento non metterebbe tutti i potenziali richiedenti sul territorio nazionale nelle stesse condizioni per potervi accedere, poiché è evidentemente legato alla connettività che nel Paese, purtroppo, non è omogenea”.
Molti si ricorderanno infatti, il famoso “click day” del 12 gennaio 2011 fissato alle ore 14 quando l’Inail mise a bando 60 milioni di euro di incentivi per gli investimenti in sicurezza e si creò un enorme ingorgo telematico e fu impossibile inoltrare le domande per una decina di lunghissimi minuti (alcuni raccontarono per mezz’ora). Quando si risbloccò moltissimi rimasero con un pungo di mosche perché i fondi erano già esauriti.
Altrettanto categorica l’opinione degli artigiani di Cna che parlano di “uno strumento aleatorio. “Solo il pensiero di ricorrere al click day, anzi, rappresenta un’offesa gravissima per quasi cinque milioni di italiani”. E ancora. “Questo strumento rischia di favorire i soggetti più strutturati a danno proprio di quanti affrontano l’emergenza in condizioni di svantaggio, personale e territoriale. Per motivi geografici, sociali, economici i servizi in Italia non funzionano in maniera omogenea e questa considerazione vale ancor di più per quanto riguarda la connettività e le tecnologie”.
Va giù dritto anche il presidente di Confcommercio Veneto e presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin. “Già siamo in presenza di cifre irrisorie – afferma – ma costringere chi si è visto l’attività quasi azzerata o azzerata del tutto, a battersi come gladiatori nell’arena, gli uni contro gli altri secondo il criterio del ‘chi prima arriva meglio alloggia’, non è degno di un Paese civile che sta affrontando una crisi mai vista da generazioni”.
Anche nel governo l’ipotesi “click day” ha scatenato un dibattito. Contrarietà è stata espressa dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta per il quale “non è un criterio che sta in piedi”, mentre la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova parla addirittura di “uno strumento immorale perché non si possono mettere in competizione le persone”.
Dissenso arriva dai Dem. “Il contributo agli autonomi non è una lotteria e l’Inps non è Lottomatica. Il presidente Tridico pensi a misure più adeguate per assegnare i fondi” dice il vice segretario del Pd Andrea Orlando. Intanto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri precisa che gli indennizzi di 600 euro per gli autonomi “non sono una tantum, sono per marzo, poi ci sarà un intervento ad aprile, per parametrarli in base al reddito e alle perdite subite”.

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