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Cartelle esattoriali, verso un invio a scaglioni

Pubblicato giovedì 28 gennaio 2021

Il Governo lavora a uno scaglionamento degli invii delle cartelle esattoriali e a una riduzione degli importi di alcuni atti dell’Agenzia delle Entrate, come ad esempio gli avvisi bonari, per coloro che hanno subito perdite a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Si tratta di una corsa contro il tempo, complicata dalla crisi politica, che dovrebbe portare a un intervento a breve per evitare che da lunedì 1° febbraio ripartano milioni di cartelle ormai sospese da marzo e congelate fino alla fine di gennaio con la proroga ponte disposta per decreto nelle scorse settimane.
“Stiamo lavorando a uno scaglionamento degli invii delle cartelle dell’Agenzia della Riscossione e degli atti dell’Agenzia delle Entrate che li diluisca in un periodo di tempo più lungo, per alleggerire la pressione sui contribuenti ed evitare l’affollamento degli uffici”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo all’edizione 2021 di Telefisco del Sole 24 Ore, annunciando che si pensa anche “a una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per alcuni soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia”. “Stiamo finalizzando il lavoro, consapevoli della scadenza del primo febbraio”, ha aggiunto.
Il titolare dell’Economia ha spiegato inoltre che per le imposte differite, è “possibile”, nel quadro delle misure che si stanno mettendo a punto in vista del prossimo decreto Ristori, “una eliminazione o riduzione” e che “si tratterebbe di una riduzione del debito di imposta”. Tutte le ipotesi al momento sono aperte e molto dipenderà anche dall’evoluzione della crisi di governo, ma si valuta una nuova proroga ponte, probabilmente fino a fine febbraio, per la sospensione di cartelle e accertamenti che potrebbe arrivare la prossima settimana con un decreto ad hoc o nell’eventuale dl Ristori. Ma si fa strada anche la possibilità di intervenire per via parlamentare con un emendamento al Milleproroghe o allo stesso decreto con cui il governo ha disposto il mini rinvio a fine gennaio e che dovrebbe essere accorpato allo stesso Milleproroghe. Di fatto così l’esecutivo avrebbe il tempo necessario per mettere a punto una nuova rottamazione delle cartelle che potrebbe successivamente rientrare nel dl Ristori allo studio e che, data la situazione di incertezza di politica, è destinato a slittare ulteriormente.

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