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Cashless, gli operatori “aprono” al piano del governo

Pubblicato martedì 29 settembre 2020

Il Governo accelera sul piano “cashless”, che prevede l’azzeramento delle commissioni per i pagamenti digitali fino a 5 euro e la riduzioni di quelli fino a 25. Ai primi incontri dello scorso 7 e 8 settembre ne sono seguiti altri a ritmo serrato, sotto la regia di Pago Pa, la struttura che gestisce i pagamenti alla pubblica amministrazione, incaricata dal Governo a coordinare il tavolo per arrivare al traguardo in tempo per il 1° dicembre. Vi partecipano gli ‘acquirer’, che gestiscono i sistemi di pagamento come Nexi e Sia, i circuiti Diners e American Express e le banche, che emettono carte di credito Visa e Mastercard.
Secondo gli operatori l’obiettivo è raggiungibile. Diners Club Italia sta attivando “tutte le procedure e le azioni interne, le azioni e le procedure per essere pronta a dare il proprio contributo ed essere protagonista di questo cambiamento”, ha detto l’amministratore delegato Giglio Del Borgo. Il progetto prevede la restituzione del 10% delle spese sostenute per transazioni digitali fino a 3mila euro. Un rimborso in rate semestrali, riconosciuto dopo almeno 50 transazioni ogni semestre. Un’iniziativa che, secondo le stime del Tesoro, potrebbe coinvolgere 10 milioni di cittadini nei primi sei mesi. È previsto inoltre un credito di imposta del 30% del valore delle commissioni pagate dagli esercenti per le transazioni elettroniche.
In vista del 1° dicembre American Express ha deciso di aumentare dall’1 al 4% il riaccredito riconosciuto ai propri clienti sui primi 2mila euro di spesa. Secondo l’amministratore delegato Melissa Ferretti “il cashback, che siamo entusiasti nel sapere che sarà protagonista del Programma Cashless del Governo diventa ancora più centrale per sostenere i consumi degli italiani e per promuovere l’utilizzo dei pagamenti elettronici”. Per il direttore Acquiring di Diners Club, Andrea Conti, si tratta di un “investimento sul futuro”, in quanto “sono le micro-transazioni che cambiano il comportamento dei consumatori”. L’azzeramento delle commissioni, poi, sarebbe compensato dal conseguente aumento delle transazioni.

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