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Commercio, regolare le aperture festive

Pubblicato venerdì 7 settembre 2018
Commercio, regolare le aperture festive

L’arrivo alla Camera di una proposta di legge per abrogare la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, introdotta dal Governo Monti, riapre il dialogo su un tema fondamentale per le imprese del commercio: “Ci fa piacere – dice Donatella Prampolini, presidente FIDA – che finalmente si riprenda a parlare della necessità di regolare le aperture festive degli esercizi commerciali”.
“Come Federazione – spiega – ribadiamo che la totale deregolamentazione ci ha sempre trovati contrari perché non garantisce il mantenimento della pluralità commerciale, creando di fatto una disparità a favore delle grandi superfici, che possono utilizzare la turnazione del personale, a scapito della piccola distribuzione, che spesso e volentieri ha all’interno soltanto il titolare con la conseguenza di non potere garantire trecentosessantacinque giorni di apertura l’anno”.
“Proprio per questo abbiamo valutato attentamente tutte le quattro proposte di legge formulate fin qui e ci sentiamo – sottolinea – di evidenziare un problema che esse hanno in comune. Tutte, infatti, prevedono delle deroghe nei comuni turistici ai limiti di apertura proposti. Forse, allora, si è sottovalutato il fatto che nel corso degli anni lo status di comune turistico è stato concesso a circa il cinquanta percento dei comuni italiani. Questo comporterebbe una inevitabile confusione e una concorrenza letale tra attività che risiedono anche a pochi chilometri di distanza. Rilanciamo pertanto l’idea di un disegno di legge che preveda la totale chiusura degli esercizi commerciali nelle più importanti festività civili e religiose e che valga su tutto il territorio nazionale senza esenzioni. Riteniamo infatti che partire con una regolamentazione di minima, che non crei problemi al mercato, consenta poi di affrontare e risolvere adeguatamente il problema delle aperture domenicali e delle località turistiche”. “Diversamente – conclude Donatella Prampolini – finiremmo per creare un problema ancora più grande”.

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