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Confcommercio Veneto: ora nei campi si venderà di tutto

Pubblicato venerdì 11 gennaio 2019
Confcommercio Veneto: ora nei campi si venderà di tutto

Commercianti contro agricoltori. Con un emendamento in manovra firmato dal sottosegretario all’Agricoltura, il trevigiano Franco Manzato, gli agricoltori potranno vendere direttamente non più solo i propri prodotti ma anche quelli di altre aziende agricole, secondo la fiscalità agevolata che si applica al settore. Durissima la reazione dei commercianti che parlano di concorrenza sleale a fruttivendoli e piccoli supermercati.
“Un colpo arrivato da un nostro sottosegretario – sbotta Massimo Zanon, presidente regionale dei commercianti -. Diciamo che la  Befana a noi ha portato il carbone ma ha premiato il mondo dell’agricoltura che già gode di molti  benefit. Non è corretto che si faccia lo stesso mestiere, il commercio, in condizioni di non equità. Il nostro è un urlo di sdegno. Non si capisce in cosa la vendita di altri prodotti agroalimentari, oltre ai propri, differisca dal commercio. Con questa manovra, dalla fattura elettronica in poi, per i commercianti di buono non c’è molto, ad eccezione della cedolare secca sui negozi. E sulle vendite agricole che godono di una fiscalità agevolata non c’è un altro termine se non ‘concorrenza sleale’».
L’amarezza è tanta e, a vedere i numeri monitorati dal Centro Studi di Unioncamere Veneto, va detto che qualche motivo c’è. I negozi al dettaglio muoiono come mosche. Ne sono spariti 839 nei dodici mesi che vanno da settembre 2017 a settembre 2018. Altri 772 erano spariti nell’anno precedente.
A far perdere la pazienza ai commercianti, però, è proprio l’apertura fortemente voluta da Manzato che difende la scelta fatta. “Parliamo di una possibilità in più per circa 20 mila aziende agricole venete che ora, fermo restando il vincolo di vendere in quota prevalente i propri prodotti, possono abbinare alla vendita anche prodotti agricoli provenienti da altre aziende.
Questo consente uno sbocco distributivo che, in molti casi era difficile. Io lavoro per il mondo agricolo e questa sarà una buona occasione anche per i consumatori. L’export dell’agroalimentare italiano viaggia a un più 6% all’anno ma i consumi interni crescono al massimo di uno 0,2%. Quindi una rete interna fortissima di prodotti di altre aziende agricole non può che essere un bene. E poi, siamo chiari, al di là della nicchia che frequenta i mercati ortofrutticoli diretti, la maggior parte dei consumatori va al centro commerciale. I negozi dei centri storici chiudono per mille motivi da vent’anni ormai, il problema è la grande distribuzione”.
E la nicchia di chi frutta e verdura le compra direttamente dall’azienda agricola vicino casa o al mercatino settimanale, in effetti, è ormai consolidata.
Resta, per il comparto agricolo, una fiscalità agevolata che ora si allarga anche a prodotti agroalimentari di altre aziende che vengono, in sostanza, equiparati a quelli di produzione propria. Fino allo scorso anno, lo scontrino andava fatto vendendo un prodotto non di produzione propria e anche un prodotto proprio che non rientrasse nella tabella ministeriale. In sintesi sono in regime agevolato (quindi senza obbligo di scontrino alla vendita) prodotti propri come animali da macello ancora vivi, pesci e crostacei freschi (vivi o morti), il latte e i suoi derivati, miele, fiori, piante in genere.
Sulla querelle interviene anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato: “Sentirò le ragioni di Confcommercio e parlerò con il sottosegretario Manzato”.

Fonte: Corriere del Veneto

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