News

Conte: lavoriamo ad un sostanzioso taglio delle tasse

giovedì 1 Gennaio 1970

Dopo gli incontri al Viminale,voluti da Matteo Salvini, le parti sociali vengono invitate a Palazzo Chigi. È un binario parallelo e inizia dal capitolo fisco, sotto la guida del premier Giuseppe Conte, con il vice Luigi Di Maio seduto alla sua sinistra. Ma l’altro vice, quello leghista, non c’è. Anzi, commentando da fuori, preannuncia la prossima sfida: serve una manovra economica coraggiosa, anche sfidando Bruxelles.
Salvini si era detto pronto ad anticipare la legge di Bilancio ad agosto. Ma Conte frena. Il premier aveva già sminuito le riunioni organizzate al Viminale dal suo ministro dell’Interno. Ora sottolinea che serve una fase d’ascolto da lui coordinata, che proseguirà con altri due incontri su Sud e Lavoro, i prossimi due lunedì. Solo dopo si aprirà il vero cantiere della manovra, che come di consueto – almeno nelle intenzioni di Palazzo Chigi – dovrebbe essere presentata ad ottobre.
Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che partecipa al confronto presieduto da Conte, sottolinea che il deficit sarà “molto contenuto” e verrà disinnescato l’aumento dell’Iva. Il professore, inoltre, sottolinea che gli 80 euro di Matteo Renzi “avranno un altro nome, ma magari anziché 80 diventeranno 90”. Ad ogni modo, il messaggio è che non ci sarà una perdita per i beneficiari coinvolti. Ma è proprio lui a diventare vittima degli strali di Salvini: “se il ministro dell’Economia pensa di fare una manovra da robetta non sarà il nostro ministro dell’Economia. Voglio un governo che fa l’interesse del popolo italiano”, bolla il vicepremier leghista in serata da Golasecca (Varese). “Se non abbassiamo le tasse alle imprese ora – aggiunge – la metà delle imprese tra un anno chiude”. E avvisa: “Ce lo dicano: se la squadra è compatta si va avanti, altrimenti non scaldo la poltrona e un parere lo chiederemo a voi”.
Conte mette le mani avanti: per ora non c’è alcun progetto pronto, solo a settembre arriverà una proposta concreta e condivisa dall’intero esecutivo. I sindacati, i primi ad essere ricevuti a Palazzo Chigi, escono ribadendo di volere un fisco più leggero per dipendenti e pensionati, magari arrivando ad una detassazione completa per i premi di produttività.
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, altro ospite del premier, pungola l’esecutivo: a suo parere, il taglio del cuneo fiscale di 4 miliardi a favore degli imprenditori, annunciato dal vicepremier Di Maio, è troppo contenuto. La preoccupazione di Confindustria viene rilanciata immediatamente dal Carroccio: Massimo Bitonci, sottosegretario leghista al Mef, invita i colleghi dell’esecutivo ad essere più coraggiosi, con una sforbiciata più ambiziosa: “Non servono mini-interventi, di cui nessuno si accorge”, attacca.
Lo stesso Matteo Salvini chiede “un forte taglio di tasse, eventualmente aprendo un confronto con l’Europa”. Il vicepremier ammette che una simile mossa “non la fai se obbedisci alle imposizioni di Bruxelles riga per riga”. No, “devi aprire una discussione franca e coraggiosa con l’Europa”, precisa il leader del Carroccio, lanciando poi uno dei suoi aut aut: “O tutti sono disponibili a farlo o questo è un problema”.
La leader della Cisl, Annamaria Furlan chiarisce che il leader dei pentastellati non ha presentato un progetto per il taglio del cuneo fiscale. E il suo collega della Cgil, Maurizio Landini, conferma: “Ci hanno detto che fino a settembre una posizione del Governo non c’è”.
Di Maio e Conte, per forza di cose, si dovranno accordare con Salvini su Flat Tax e confronto con l’Ue. Intanto, però, il vicepremier M5S rilancia con il Piano Casa per ricostruire e ristrutturare 600mila alloggi, esistenti e abbandonati, per destinarli a giovani coppie, single, famiglie a basso reddito. Il piano, cui parteciperanno anche Cdp e Inail, prevede uno stanziamento di 4 miliardi per 20 anni. È già stata fatta una mappatura degli edifici esistenti, per evitare di costruirne di nuovi.

    CONVENZIONI

    Caricando...