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Conte: non ci sarà nessuna patrimoniale né una manovra bis

Pubblicato lunedì 25 febbraio 2019

Non ci sarà nessuna patrimoniale o manovra bis e il governo M5S-Lega andrà avanti dopo la tornata delle regionali e dopo le Europee. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ostenta sicurezza: “Rimango convinto che andremo avanti – spiega -. La spinta per il cambiamento e le riforme non si è ancora esaurita”.
Certo, il premier ammette che i risultati elettorali potrebbero dare alle due forze di governo un peso diverso rispetto alle politiche del 4 marzo 2018, ma ciò non andrebbe ad incidere sull’esperienza di governo. Per Conte, infatti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini farebbero un “errore madornale” se staccassero la spina.
L’inquilino di Palazzo Chigi allontana poi lo spettro della manovra bis, ipotesi divenuta sempre più insistente dopo i numeri dell’economia che si fanno poco rassicuranti. Per Conte, però, misure aggiuntive sui conti pubblici non sarebbero necessarie perché c’è già un meccanismo cautelativo, previsto dall’accordo tra Roma e Bruxelles, che a luglio congelerebbe due miliardi di euro. Lo stesso messaggio viene ripetuto dai diretti interessati, Di Maio e Salvini.
Il leader pentastellato smentisce categoricamente qualunque ipotesi di aumento dell’Iva o tasse sul patrimonio. E, per quanto riguarda i nervi scoperti dell’esecutivo, come l’Alta Velocità Torino-Lione, ne “parleremo quando avremo raggiunto una soluzione”, taglia corto Di Maio.
Tanto la Lega quanto il Movimento 5 Stelle, inoltre, rispondono all’appello lanciato da Confindustria, che chiede un “piano shock” per far ripartire l’economia, aprendo subito i cantieri delle opere già finanziate. Ciò “non avrebbe alcun impatto sul deficit pubblico e creerebbe centinaia di migliaia di posti di lavoro”, spiega il presidente dell’associazione, Vincenzo Boccia. Di Maio e Salvini non solo si dicono d’accordo, ma sostengono di aver già iniziato “col piano sul dissesto idrogeologico che consentirà di aprire tanti cantieri in Italia”, spiega il penstastellato, mentre il leghista racconta di aver incontrato imprenditori in Sardegna che lo hanno spronato ad andare avanti con Quota 100.
Ma la realtà sui conti pubblici, almeno a sentire le opposizioni, sarebbe ben più allarmante.

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