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Contratti: Confcommercio, prima intervenire su costo lavoro

Pubblicato mercoledì 16 settembre 2020

“In questi giorni stiamo ascoltando  numerose prese di posizione, nonché sollecitazioni, a rinnovare  i contratti collettivi nazionali scaduti. Confcommercio, che  sottoscrive il più grande e rappresentativo contratto collettivo  nazionale di lavoro, ritiene che in questo momento non sembra  opportuno gravare ulteriormente sui costi delle imprese, che stanno faticosamente tentando di tornare ad una normalità  nonostante le numerose incognite legate all’andamento prossimo  della pandemia, ma anche a tutte le conseguenze di una economia interna fortemente depressa”. Lo dice Donatella Prampolini,  presidente della Commissione Lavoro di Confcommercio in una  nota, inserendosi nel dibattito di questi giorni sul rinnovo dei  contratti.
“È possibile – continua – però sviluppare confronti per  condividere le linee di manutenzione della contrattazione sia nazionale che decentrata, ferma restando per Confcommercio la  centralità del contratto nazionale e dei sistemi di welfare e  bilateralità ad essi connessi. Sarà imprescindibile, inoltre,  intervenire in maniera definitiva e strutturale sul cuneo  fiscale e contributivo del costo del lavoro, considerando anche che stiamo aspettando le proposte del Ministro sulla riforma  degli ammortizzatori sociali”.

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