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Delega fiscale, ok dal Governo

Pubblicato mercoledì 6 ottobre 2021
Delega fiscale, ok dal Governo

Irpef, Irap, catasto, lotta all’evasione e Iva. Sono i capitoli principali del disegno di legge delega per riscrivere il sistema del prelievo fiscale, una delle riforme “di accompagnamento” del Recovery plan approvato il 5 ottobre scorso dal Governo dopo che il temine originario era slittata da luglio a settembre e, infine, a conclusione del voto amministrativo. La delega è molto “larga” e generica per far sì che i gruppi parlamentari abbiano più spazio possibile per dare le loro indicazioni che il Governo dovrà poi tradurre in decreti attuativi, con le prime novità che non entreranno in vigore prima del 2023.

C’è comunque da segnalare l’assenza politicamente “rumorosissima” dei ministri della Lega alla riunione del Cdm. Già nel corso della cabina di regia che aveva preceduto la riunione del Consiglio il ministro Massimo Garavaglia aveva lasciato il tavolo chiedendo tempo per approfondire il testo del ddl.

“Nella legge delega c’è una riformulazione del catasto, si procederà quindi anche ad una revisione delle rendite catastali. L’impegno è che nessuno pagherà di più o di meno. Le rendite restano invariate, è un’operazione di trasparenza ma non cambia l’imposizione fiscale sulle case e sui terreni”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa, che ha poi aggiunto: “non cambiamo le tasse e per la riforma ci vorranno cinque anni”.

“Il nostro sistema fiscale è stato disegnato circa cinquanta anni fa, vi sono state molteplici riforme ma il disegno è lo stesso e va aggiornato”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nel corso della conferenza stampa con il premier Mario Draghi. “Quello che abbiamo esaminato in Cdm è un disegno di legge delega con cui il Governo chiede al Parlamento l’autorizzazione a emanare entro diciotto mesi uno o più decreti delegati. Questa è un’occasione per riordinare un assetto normativo, ora abbiamo una riflessione estesa sul nostro sistema fiscale sulla base delle indicazioni fornite dal Parlamento”, ha aggiunto.

Taglio delle microtasse, semplificazione delle norme, progressività del sistema e lotta all’evasione: sono questi i principi cardine della delega fiscale approvata dal Consiglio dei ministri.

Negli obiettivi del Governo la riforma è studiata per stimolare la crescita economica attraverso: una maggiore efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione;
la razionalizzazione e semplificazione del sistema anche attraverso la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei micro-tributi;
la progressività del sistema, che va preservata, seguendo i dettami della Costituzione che richiamano un principio generale di giustizia e di equità; il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.
Il disegno di legge interviene sul sistema duale e sull’Irpef. Due i pilastri: il completamento del sistema duale, e quindi la distinzione tra redditi da capitale e redditi da lavoro, e la riduzione delle aliquote effettive che si applicano ai redditi da lavoro. Per i redditi da capitale è prevista la tassazione proporzionale, con un’aliquota uguale per tutti i redditi da capitale, ma con gradualità, con l’obiettivo di razionalizzare il sistema attuale e rendere più efficiente il mercato dei capitali.

Per i redditi da lavoro è prevista la riduzione delle aliquote effettive medie e marginali dell’Irpef incentivando così l’offerta di lavoro. È previsto poi un ripensamento della giungla delle deduzioni-detrazioni fiscali sulla base di una valutazione attenta dell’equità e dell’efficienza. Infine, è previsto il riordino della tassazione del risparmio. Ma vediamo nel dettaglio.

IRES: in materia di tassazione del reddito d’impresa, il testo intende rendere coerente il futuro sistema con l’approccio duale. Quindi nel processo di attuazione della delega si potrà modificare la struttura delle imposte (aliquote e basi imponibili) a carico delle imprese in modo da allinearla a quella tendenzialmente e gradualmente omogenea prevista per la tassazione di tutti i redditi da capitale. All’interno di questo contesto, in ogni caso gli interventi potranno anche favorire la semplificazione dell’Ires con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti a carico delle imprese.

IVA: si stabilisce l’obiettivo di razionalizzare l’imposta, con riguardo anche ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le aliquote stesse. Si mira a semplificare la gestione del tributo e a ridurre i livelli di evasione e di erosione dell’imposta.

IRAP ADDIO: la delega prevede il superamento in maniera graduale dell’Irap.

REVISIONE CATASTO A IMPATTO ZERO SU TRIBUTI: è prevista l’introduzione di modifiche normative e operative dirette ad assicurare l’emersione di immobili e terreni non accatastati. Si prevede, inoltre, l’avvio di una procedura che conduca a integrare le informazioni sui fabbricati attualmente presenti nel Catasto, attraverso la rilevazione per ciascuna unità immobiliare del relativo valore patrimoniale, in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato e introducendo meccanismi di adeguamento periodico. Questo intervento non ha tuttavia alcun impatto tributario.

IMU TUTTA AI COMUNI: il disegno di legge prevede la sostituzione delle addizionali regionali e comunali all’Irpef con delle rispettive sovraimposte. Il nuovo sistema potrà essere disegnato al fine di garantire comunque che nel loro complesso Regioni e Comuni abbiano un gettito equivalente. Si prevede la revisione dell’attuale riparto tra Stato e comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo, al fine, tra l’altro, di rendere l’Imu un’imposta pienamente comunale.

RISCOSSIONE: riforma del sistema della riscossione superando l’attuale sistema che vede una separazione tra il titolare della funzione di riscossione (Agenzia delle Entrate) e il soggetto incaricato dello svolgimento dell’attività (Agenzia delle Entrate-Riscossione). Il potenziamento dell’attività potrà derivare dall’adozione di nuovi modelli organizzativi e forme di integrazione nell’uso delle banche dati che andranno valutati e definiti in sede di decreti delegati.

CODICI: si prevede la codificazione delle norme tributarie e si mira ad avviare un percorso per giungere a un riordino di tutte le norme all’interno di Codici.

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