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La crisi cambia la “dieta” degli italiani

Pubblicato venerdì 7 luglio 2017

C’è anche la crisi all’origine dello sviluppo “di una maggiore attenzione a una corretta alimentazione”. Così Giorgio Alleva, presidente dell’Istat, commenta il cambio di abitudini alimentari degli italiani evidenziato nel rapporto annuale dell’Istat.
Anche se si registra un calo, “i consumi di carne restano una quota rilevante delle spese alimentari delle famiglie”. Accanto a questo “c’è l’aumento di consumi per frutta e pesce”. “È un tema importante – osserva – per certi versi anche risultato della crisi”.
Partendo dalla spesa media delle famiglie per l’alimentare (447,96 euro mensili nel 2016), L’istat rileva “una crescente attenzione a una più corretta alimentazione”. La quota destinata alle carni, “pur restando la componente alimentare più importante, torna a diminuire” (-4,8% sul 2015). Invece aumenta la spesa per frutta (+3,1%). Ma i rialzi maggiori riguardano pesce e prodotti ittici (+9,5%).

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