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La nuova vita del negozio alimentare

Aggiornato martedì 10 luglio 2018

Oltre la metà degli italiani riscopre il piacere di fare la spesa sotto casa, e scelgono il negozio alimentare di quartiere che ha saputo innovarsi. E sempre più specializzato punta su qualità e servizi, porta la spesa direttamente a casa magari ordinata online e offre piatti gourmet già pronti. A fotografare i nuovi stili di acquisto degli italiani è Confcommercio e Fida, la Federazione del dettaglio alimentare, nella seconda edizione del volume “Il negozio alimentare” presentato ieri, presso la sede di Confcommercio, che mette in evidenza la “rinascita”” dell’esercizio di vicinato.
Le nuove tendenze demografiche e sociali, dal progressivo invecchiamento della popolazione, all’aumento dei single e dell’immigrazione, al boom dei consumi fuori casa, hanno fatto sì che oltre il 55% dei consumatori compri nei supermercati di quartiere; ma l’indice di soddisfazione è massimo per i negozi indipendenti specializzati, dalla frutteria, alla macelleria, al panificio, alla pescheria frequentati da oltre un terzo degli italiani. A vincere sono la freschezza degli alimenti addirittura più che dal produttore, la cortesia e la competenza del personale.
Da qui la crisi degli ipermercati che, secondo Confcommercio, hanno perso in 10 anni il 22% di produttività; e se le superfici della Grande distribuzione hanno smesso di crescere, il discount abbandona la versione “hard” aggiungendo qualità e servizi. Cosi le grandi insegne invertono la marcia rispetto agli ultimi 30 anni e riscoprono il valore della prossimità, aprendo punti di vendita più piccoli e a maggior livello di servizio nei centri cittadini.
“Il dettaglio alimentare torna ad avere un valore economico e sociale insostituibile per le nostre città”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel ricordare come il negozio abbia saputo stare al passo con i tempi.
“Gli esercizi sul mercato oggi sono quelli che hanno saputo fare delle scelte superando la crisi”, spiega il presidente Fida, Donatella Prampolini, secondo la quale oggi ci sono complessivamente circa 60 mila negozi specializzati. “Molto è cambiato, nel panorama del retail in questi 5 anni – ha aggiunto Prampolini –  ed in particolare nel settore alimentare in Italia. Si stanno delineando e rafforzando trend demografici, sociali, economici e tecnologici che modificano profondamente le abitudini di acquisto e di consumo del consumatore. In questo nuovo scenario competitivo  i negozi alimentari, gli inventori del modello “piccola/media superficie in area urbana gestita da persone competenti e appassionate non possono compiacersi pensando ‘io l’avevo detto!’, ma devono portare il loro business un passo avanti in termini di managerialità della gestione”.
Sono intervenuti: Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio, Fabio Fulvio Responsabile Politiche per lo Sviluppo di Confcommercio, Donatella Prampolini Presidente FIDA, Roberto Ravazzoni, Docente di Marketing distributivo all’università di Modena e Reggio Emilia, Lorenzo Farina, Pubblicitario, presidente e fondatore Walk-in, Maria Grazia Cardinali, Docente di Shopper marketing all’università di Parma.

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