News

Lavoro, ritornare alla piena flessibilità

Pubblicato mercoledì 11 novembre 2020

L’intero sistema degli ammortizzatori sociali va ripensato ma per quanto riguarda il commercio, turismo e servizi il modello dei Fis (i Fondi di integrazione salariale) può funzionare comprendendo anche le imprese al di sotto dei cinque dipendenti che adesso ne sono escluse. Lo ha detto la vicepresidente di Confcommercio, Donatella Prampolini, in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera sulle risoluzioni sui sistemi di protezione sociale per i lavoratori, sottolineando che ci deve essere una congrua e giusta partecipazione di imprese e lavoratori: “ci sarebbe un obbligo contributivo – ha spiegato – che si potrebbe sostenere se si avesse una riduzione del costo del lavoro”.
Confcommercio ha chiesto poi al Governo di ripristinare la “piena agibilità” dei contratti a termine eliminando le restrizioni introdotte dal decreto dignità e di reintrodurre i voucher per fare fronte alla situazione di crisi economica dovuta alla pandemia. “Per dare il necessario impulso all’occupazione nell’attuale fase emergenziale – ha detto la Prampolini – riteniamo indispensabile ripristinare le condizioni di piena agibilità tanto per i contratti a termine, quanto per il lavoro occasionale. La situazione che si è determinata dovuta al blocco delle attività ha comportato un brusco calo delle posizioni lavorative, dovuto essenzialmente alla caduta dei rapporti di lavoro temporanei legati alla stagionalità oppure ai picchi di attività propri del terziario e del turismo. Dovrebbe pertanto essere questa ‘ripartenza’ l’occasione di ritornare ad una flessibilità piena delle assunzioni, riformando strutturalmente le causali del decreto dignità, magari affidando alla contrattazione collettiva il compito di individuarne di nuove e specifiche, come pure, di ripristinare l’utilizzo del lavoro occasionale scevro da qualsiasi vincolo che ne limiti l’utilizzo, anche come efficace strumento per contrastare il lavoro sommerso”.
Quanto infine agli indennizzi e ai ristori previsti per far fronte all’emergenza economica conseguente a quella sanitaria, devono includere tutte le categorie particolarmente colpite, in particolare i lavoratori autonomi e professionisti che hanno visto una forte contrazione dei loro redditi. “Va rivisto – ha detto il vicepresidente di Confcommercio – il regime delle incompatibilità con l’eventuale trattamento di pensione, prevedendone la fruizione fino a concorrenza dell’importo complessivo dell’indennizzo, al fine di non escludere dalle misure soggetti che percepiscono importi di pensione particolarmente bassi”. Per far fronte alla necessità di sostenere particolari categorie di lavoratori autonomi costretti a chiudere anticipatamente la propria attività, inoltre, “bisogna ripristinare la piena operatività dello strumento degli indennizzi Inps per le attività commerciali in crisi che rappresenta oggi, per la categoria degli iscritti alla Gestione Commercianti, l’unico strumento di ammortizzatore sociale esistente”. “Ci vuole un ristoro – ha concluso la Prampolini – per quelle attività che non riapriranno più”.

    CONVENZIONI

    Caricando...