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Niente aperture dopo Pasqua, aprile sarà in zona rossa o arancione

Pubblicato giovedì 1 aprile 2021

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto con le norme anti Covid che entrerà in vigore mercoledì 7 aprile, che di fatto prorogherà le restrizioni introdotte dal provvedimento attualmente in vigore, valido fino al 6 aprile.  Non c’è alcun allentamento, ma se i dati miglioreranno potranno esserci deroghe per ripristinare le zone gialle.
Bar e ristoranti resteranno chiusi almeno un altro mese, così come palestre e piscine, spostamenti vietati in tutto il Paese, niente visite a parenti e amici in zona rossa, cinema e teatri ancora sbarrati.
Se comunque l’andamento della pandemia e della campagna di vaccinazione dovessero consentirlo – è il compromesso trovato con le forze della maggioranza che spingevano in questo senso, la Lega soprattutto – potranno esserci deroghe per ripristinare le zone gialle e concedere alcune aperture anche prima del 30 aprile.

“Le imprese del terziario sono di fronte a una situazione estrema: sostegni del tutto insufficienti, mentre le prospettive restano un miraggio. Il nuovo decreto, infatti, prevede per tutto aprile solo zone rosse o arancioni salvo deroghe. Servono, invece, subito riaperture progressive e in sicurezza. Serve soprattutto, prima che sia troppo tardi, la svolta tanto attesa del governo Draghi che ancora non si vede”: questo il commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

“Si conferma il ricorso al ‘più chiusure’ con i suoi ormai insostenibili costi economici e sociali, mentre ancora stenta il decollo operativo del circuito vaccini, tracciamenti, controlli. Sono a rischio centinaia di migliaia di imprese con ripercussioni gravissime per i posti di lavoro. Nel 2020, i consumi sono crollati di circa 130 miliardi di euro. In questa Pasqua, ne andranno persi circa 15. Sono cifre che confermano l’assoluta insufficienza di ristori e sostegni: di quelli erogati e di quelli ancora attesi”: così Confcommercio, che reclama una svolta prima che sia troppo tardi per dare certezze e futuro alle imprese”. Questa, “attesa da tempo” ma che “ancora non si vede” , deve essere “fondata sulla riapertura graduale e al più presto delle attività, in piena sicurezza con i protocolli già esistenti”.

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