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Pdl “Ero straniero”, da Confcommercio un ok a metà

Pubblicato lunedì 20 gennaio 2020

Una proposta di legge che “ci trova parzialmente d’accordo: va bene che si preveda il permesso temporaneo per cercare lavoro, soprattutto perché non vincolato dal decreto flussi. Allo stesso tempo però servono più controlli”. Così Donatella Parampolini, vicepresidente di Confcommercio, in audizione in commissione Affari costituzionali alla Camera su “Ero straniero”, la pdl sul soggiorno dei cittadini stranieri in Italia.
Una delle criticità “più grandi è legata alla burocrazia che c’è dietro all’assunzione di un lavoratore extra comunitario. L’azienda che ha bisogno di personale non può aspettare il decreto flussi, ha bisogno di avere flessibilità nell’utilizzo dello strumento di assunzione. C’è bisogno di una regolamentazione perché non può essere un’apertura a tutti. Ma se da una parte si dà una maggiore flessibilità agli ingressi extra Ue, dall’altra c’è bisogno di stringere le maglie per chi non è in regola”, ha specificato la Prampolini.
“Questo è un tema spinoso, che tocca le imprese e il Paese. Per anni l’Italia – ha proseguito la vicepresidente di Confcommercio – è stato un esportatore di manodopera, mentre ora è un importatore. I lavoratori extracomunitari, che molte volte non sono in grado di essere messi in regola, spesso vanno ad aumentare le schiere dell’illegalità. È un problema di cui non possiamo fare finta di niente”. Quello della manodopera straniera non comunitaria “è un problema che non può essere ignorato. Ci sono settori dell’economia – come supermercati o assistenza domestica – in cui non si trovano italiani per certi tipi di impiego. E questo per le imprese è un grosso problema”.

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