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Prampolini su parità salariale: evitare vincoli e sanzioni

Pubblicato venerdì 28 maggio 2021

Visto che le differenze di stipendio tra uomini e donne “non dipendono solo dalle politiche salariali aziendali”, bisogna “evitare un aumento di sanzioni a carico delle imprese e l’introduzione di misure eccessivamente vincolanti e onerose sulla trasparenza salariale”. Lo ha affermato il vicepresidente confederale Donatella Prampolini, sottolineando che in gioco ci sono anche fattori strutturali come “il maggior impiego delle donne con contratti a tempo parziale e la discontinuità delle carriere legata ad attività di cura, anche in conseguenza della cronica carenza di servizi pubblici”. Ciò in occasione dell’audizione di Confcommercio sulla proposta di direttiva in materia di parità salariale tra uomini e donne in Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati.
Si tratta di un tema sul quale, comunque, è importante l’azione delle parti sociali, il cui ruolo “deve essere valorizzato anche da interventi regolatori in ambito europeo, dato che la contrattazione collettiva è un terreno naturale per definire, oltre al trattamento economico minimo a prescindere da distinzioni di genere tra lavoratori, anche ulteriori strumenti di garanzia nell’ambito dei sistemi di bilateralità disciplinati dai contratti nazionali di lavoro”. Il vicepresidente di Confcommercio ha poi ricordato che, proprio, sul tema dell’audizione, verrà pubblicato nell’autunno prossimo uno studio commissionato alla Doxa dagli istituti bilaterali Quadrifor ed Ebinter. D’atra parte, ha concluso, “il nostro CCNL, il più applicato in Italia, prevede già organismi paritetici deputati ad individuare iniziative per promuovere la parità di genere”.

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