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Prevista la revisione delle clausole di salvaguardia sull’Iva nel 2020 e nel 2021

Pubblicato giovedì 20 dicembre 2018

“Per l’anno 2020, di 12,2 miliardi di euro in misure presentate dal governo italiano, 9,4 miliardi sono salvaguardie sull’Iva, quindi è una strategia che poggia moltissimo sull’attuazione delle clausole di salvaguardia sull’Iva”. Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.
Anche il premier Conte, parlando in Senato ha confermato che “si prevede la revisione delle clausole di salvaguardia Iva per il 2020 e il 2021. Il Parlamento che è sovrano potrà giudicare i contenuti della manovra e valutare gli effetti delle misure adottate sul medio termine, il loro impatto sul settore produttivo ma anche sociale sul paese.
Secondo Conte, le novità introdotte nella manovra produrranno un “miglioramento dei saldi finali passando dal 2, al 2,04 del rapporto deficit-pil per il prossimo anno, l’1,8 per il 2020 e l’1,5 per l’anno 2021”.

“Bene aver evitato la procedura di infrazione perchè questo avrebbe avuto ripercussioni pesanti sull’economia reale che sta attraversando un rallentamento evidente e, naturalmente, bene anche aver disinnescato le clausole di salvaguardia per il 2019 perché gli aumenti dell’Iva avrebbero prodotto un’ulteriore diminuzione dei consumi. Ma, aver previsto per il 2020-2021 la riattivazione delle clausole e addirittura il rafforzamento – si legga l’aumento – di alcune aliquote, di fatto, pregiudica le prospettive di crescita del nostro Paese”. Questo il commento di Confcommercio alla manovra e all’ipotesi di una revisione delle clausole di salvaguardia annunciata dal Presidente del Consiglio.

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