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Rete Imprese Italia su salario minimo: pericolosa alternativa alla contrattazione collettiva

Pubblicato mercoledì 13 marzo 2019

Rete Imprese Italia è contraria al salario minimo legale perché la storia delle relazioni sindacali in Italia negli ultimi 70 anni è stata in grado di garantire a lavoratori e imprese trattamenti economici come previsto dalla Costituzione e di adeguarsi ai differenti andamenti dei differenti comparti. Lo ha detto Rete Imprese Italia in audizione in commissione Lavoro al Senato sul ddl che introduce il salario minimo.
“La fissazione di un salario minimo qualora stabilito più basso di quello della contrattazione collettiva – ha sottolineato Rete Imprese Italia – genererebbe una trazione fuori dalla contrattazione rendendo più conveniente uscire dal complesso di provvidenze a favore del solo rispetto del salario orario. Se fosse più alto avverrebbe un’entrata a gamba tesa nelle difficili dinamiche che hanno saputo cogliere le differenze tra settori, comparti e categorie”. La situazione attuale che vede per quasi il 90% i lavoratori coperti da contrattazione collettiva nazionale non assegna particolare urgenza alla necessità di una copertura totale. La priorità sarebbe quindi quella di evitare la proliferazione di ‘contratti pirata’ sottoscritti da Organizzazioni prive di rappresentatività e non presenti nel Cnel, che generano dumping contrattuale e determinano l’applicazione di salari non congrui rispetto a quelli dei contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni realmente rappresentative”.

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