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Rimodulazione delle locazioni commerciali

Pubblicato mercoledì 5 maggio 2021

“Una misura necessaria, ma che deve tutelare tanto il proprietario che il locatario” che va “adottata presto” perché c’è “molta più tensione di quanto sembri” tra le parti. Così Confcommercio in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera sulla rinegoziazione dei contratti di locazione dei locali commerciali per il 2021 a seguito dell’emergenza Covid.
Enrico Postacchini, componente della Giunta confederale, ha suggerito “di uscire dal concetto della categoria catastale” e di destinare la misura alle “aziende che hanno documentato un calo del fatturato, perché se ci riferiamo solo ai dati catastali si rischia di lasciare qualcuno fuori”. In ogni modo, è preferibile parlare di “rimodulazione più che di un nuovo contratto”, per evitare complicazioni burocratiche e allungamento dei tempi.
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, gli incentivi devono essere a favore “di entrambi i soggetti” e per il locatore la misura deve avere “più immediata efficacia”, com’è il caso dello sgravio Imu per il proprietario. Mentre la cedolare secca sarebbe “una misura strutturale che vedremmo ben applicabile”, che faciliterebbe un “ripopolamento, soprattutto dei centri storici”, così come strutturale dovrebbe essere la “riduzione degli oneri delle bollette elettriche” indipendentemente dalla rinegoziazione del contratto.
Per Confcommercio, infine, in caso di mancato pagamento del canone, sarebbe bene prevedere “una lettera di diffida dando 15-30 giorni di tempo ai soggetti per chiarire la vicenda”.

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