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Sacchetti bio: basta polemiche, correggere la norma

Pubblicato mercoledì 9 maggio 2018
Sacchetti bio: basta polemiche, correggere la norma

“La norma sui sacchetti biocompostabili per gli alimenti sfusi, che sta decisamente penalizzando il reparto ortofrutta da inizio anno, è sbagliata e lo diciamo da mesi; ma continuare a rinfocolare la polemica, come sta facendo il Codacons in queste ore, di certo non aiuta”: lo dice Donatella Prampolini, presidente FIDA e vicepresidente Confcommercio, riferendosi alle iniziative recenti dell’Associazione dei consumatori.
“Nell’indagine resa nota dal Codacons in questi giorni – spiega Prampolini – si dichiarano percentuali di mancato rispetto della normativa, fuori dal mondo, con l’unico effetto di continuare a puntare i riflettori su un tema sul quale si deve lavorare in maniera seria e senza inutili allarmismi. FIDA-Confcommercio chiede da sempre che vi sia la possibilità di non far pagare il sacchetto al consumatore, ma nel frattempo i propri associati si sono adeguati sostituendo già dal primo gennaio i sacchetti in uso”.
“Sventolare percentuali di mancato rispetto della norma superiori al sessanta per cento – continua – non sta né in cielo né in terra. Certamente qualche furbetto ci sarà, ma si tratta di casi sporadici. Chi ci guadagna in questo continuo polemizzare? Non di certo i consumatori e nemmeno i negozianti. I negozi tradizionali utilizzano quasi tutti i sacchetti di carta, esclusi dalla normativa in questione, mentre la distribuzione moderna si è tutta adeguata. Se pertanto i dati diffusi potessero essere equivocabili o tali da generare fraintendimenti non esiteremmo a chiedere i danni di immagine per la categoria”.
“Una volta per tutte – conclude Prampolini – cali il silenzio e si lavori seriamente per correggere le storture evidenti di questa norma. Non sarebbe meglio per tutti supportare la richiesta, che già FIDA ha avanzato, di rendere questi sacchetti gratuiti invece che puntare a creare sulla questione uno stato di polizia sollecitando controlli e sanzioni quando la normativa è ancora confusa e ingestibile?.

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