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Sangalli a Draghi: non mancherà il nostro contributo

Pubblicato martedì 9 febbraio 2021

Si inizia a delineare l’agenda Draghi. Il presidente del Consiglio incaricato ha infatti scoperto qualche carta durante il secondo giro di consultazioni e ai gruppi più piccoli di Camera e Senato annunciando tre riforme ‘pesanti’: fisco, Pa e giustizia civile ed ha posto un forte l’accento su lavoro e imprese dove , stando a quanto riportano i rappresentanti dei gruppi, “bisogna investire ed evitare contributi a fondo perduto ma finanziare le imprese per consentire loro di riprendere l’attività una volta superata la crisi”.
Sul tavolo anche il tema ambientale, per Draghi “tema centrale e catalizzatore di sviluppo economico”  e ancora “un’attenzione particolarissima al mondo del lavoro, orientata sia verso il turismo che alle opere infrastrutturali”, cioè “creare lavoro attraverso le grandi infrastrutture”.
Sul vaccino, sempre stando alle dichiarazioni dei rappresentanti dei gruppi, Draghi avrebbe detto che “la campagna vaccinale va iniziata davvero e portata a termine”.
Infine, la scuola, indicata come una priorità e a proposito della quale avrebbe anche toccato il tema del calendario scolastico e la preparazione “per tempo” per l’inizio del prossimo anno a settembre evitando l’atavico problema delle cattedre vacanti.
Va quindi delineandosi una ricetta per la soluzione delle crisi, ma mancano indicazioni di dettaglio. Alcune anche per sciogliere nodi imminenti. Che fare, per esempio, del blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 marzo? E ancora, che fare del Recovery Plan? Basterà una rivisitazione della versione ufficiale o servirà una completa riscrittura? Su questo, e su molto altro, le carte rimangono scoperte. Oggi si riprende con l’ultimo giorno di consultazioni, mentre dopo gli incontri di ieri tutte le delegazioni hanno riferito del forte richiamo europeista e atlantista fatto dall’ex presidente della Bce e si sono espresse a favore di questo orientamento.

La crisi sanitaria, economica e sociale impone tempi strettissimi. Centinaia di migliaia di imprese allo stremo hanno assoluto bisogno di risposte chiare per uscire da un’incertezza durata troppo a lungo. Il valore e il grande prestigio di Draghi sono riconosciuti a livello globale e questa è un’opportunità straordinaria dal momento in cui le decisioni più rilevanti per l’Italia saranno prese nel contesto europeo. Il Presidente della Repubblica, indicando l’ex governatore della Bce, non poteva fare scelta migliore e nello stesso tempo più coraggiosa. Confcommercio, che rappresenta oltre 700mila imprese del terziario di mercato, non farà mancare il suo contributo. Lo daremo, anzitutto ricordando, ancora una volta, la gravità dell’impatto dell’emergenza sanitaria su imprese e lavoro, l’urgenza dei ristori attesi, la necessità di utilizzare al meglio l’opportunità del Piano nazionale di ripresa e di resilienza, mettendo in campo buone riforme e buoni investimenti”: così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla scelta di Mario Draghi come presidente del Consiglio incaricato.

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