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Sangalli: diffondere la legalità

Pubblicato mercoledì 27 novembre 2019

“Contraffazione e abusivismo sono due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy e la salute del sistema Paese, sovvenzionando le catene della criminalità organizzata. Sono fenomeni, inoltre, che hanno anche una preoccupante ricaduta sociale che è difficile da quantificare ma non è meno pesante da valutare”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in apertura del suo intervento alla Giornata Nazionale “Legalità, ci piace”.
“Contraffazione e abusivismo – ha quindi specificato – spingono ad abbassare l’asticella della qualità della vita e degli acquisti, rendendo le persone più povere culturalmente, più fragili nelle scelte e più esposte in termini di salute, consumi e abitudini”.
Passando a parlare dell’impegno costante di Confcommercio, Sangalli ha sottolineato che si traduce in due obiettivi continui e strategici. Dal lato della sicurezza, “contrastare i fattori legati alla criminalità che incidono sulla competitività delle imprese”. Confcommercio chiede l’inasprimento dell’impianto sanzionatorio, ma soprattutto un’intensificazione ulteriore dei controlli sul territorio e il rafforzamento dell’attività repressiva da parte delle autorità competenti (“le leggi ci sono e vanno applicate”, ha detto il presidente di Confcommercio). Come è il caso del Protocollo di legalità: “Siamo convinti che il rating di legalità sia davvero utile, ci permettiamo però di proporre l’eliminazione della soglia dei 2 milioni di euro di fatturato che finisce di fatto per penalizzare le piccole imprese”, ha commentato Sangalli.
C’è poi il protocollo videoallarme antirapina, in fase di rinnovo, “uno strumento importante di tutela non solo dell’esercizio commerciale, ma anche dello stesso imprenditore, e delle famiglie degli imprenditori. In troppi anche quest’anno hanno perso la vita, gli affetti e l’integrità per atti di violenza”.
Il secondo obiettivo di Confcommercio consiste nel rafforzare, diffondere e approfondire la “cultura della legalità” e su questo tema “l’elemento culturale – ha detto Sangalli – non è un modo di dire, fa davvero la differenza”. L’aspetto su cui bisogna lavorare non è solo quello informativo, ma soprattutto quello emotivo, ovvero “sui valori condivisi alla base della nostra convivenza, soprattutto tra i più giovani”.

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