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Sangalli: servono aiuti e risorse straordinarie

Pubblicato lunedì 16 marzo 2020

“Restare a casa non può e non deve significare la rovina. Servono aiuti e risorse straordinarie. Ricorda il ‘qualunque cosa serva’ di Mario Draghi che salvò l’euro? Occorre dirlo di nuovo, in Italia e in Europa. Così come è servito ai tempi della crisi del debito, oggi abbiamo bisogno di uno strumento del genere per fronteggiare un’emergenza sanitaria che è diventata economica e sociale”. A dirlo, intervistato da La Verità, è Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, che in merito alla chiusura delle saracinesche del settore spiega che i commercianti la stanno affrontando “con la responsabilità di chi, chiudendo, sa di contribuire a uno sforzo straordinario per contenere la diffusione dell’epidemia; con la responsabilità di chi continuerà a restare aperto per assicurare la distribuzione dei generi alimentari e di quelli di prima necessità e con la preoccupazione di chi ora chiude, ma non sa se e quando riaprirà”.
E aggiunge: “Ci sarà tempo e modo di discutere. Oggi è il tempo di presentarsi come un Paese unito. Lo dobbiamo a chi è in prima linea: alle donne e agli uomini del nostro sistema sanitario. A loro, ancora una volta, dobbiamo dire grazie. Ci siamo dati una regola: agire secondo quanto stabilito in sede istituzionale sulla scorta delle valutazioni di un autorevole comitato tecnico-scientifico”.
“Sono un punto di partenza”. Il presidente di Confcommercio risponde così alla domanda se sono sufficienti i 3,8 miliardi stanziati dal governo per mutui, banche e piccole e medie imprese, stop alle cartelle fiscali, 4-5 miliardi per gli ammortizzatori sociali, sospensione dei contributi. “Difficile fare conti precisi in questo momento. Ipotizzando che l’emergenza rientri ai primi di giugno, stimiamo che la crisi abbia un impatto recessivo intorno a un punto di Pil. Altri stimano che contrastare la caduta richiederebbe misure di bilancio espansive intorno ai 36 miliardi di euro, in pratica due punti di Pil”. Per Sangalli, dunque, “bene i primi provvedimenti, ma occorre fare di più, perché tantissime imprese si sono comunque trovate a dover fronteggiare crolli di domanda e di fatturato seguiti dal blocco delle attività”.
Poi le proposte: “Abbiamo presentato cinque richieste: estensione della cassa integrazione alle imprese del commercio, estensione del fondo di indennità salariale alle imprese sotto i 15 dipendenti, una indennità per i lavoratori autonomi e la sospensione delle rate dei mutui come il rinvio delle scadenze fiscali che, ribadisco, è fondamentale”.

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