News

Sangalli: urgente un piano per ripartire

Pubblicato martedì 6 aprile 2021

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, chiede al governo un «cambio di passo». Insufficienti le risposte del decreto Sostegni, insostenibili le nuove chiusure che mettono a rischio la sopravvivenza delle imprese. L’occasione per ripartire è lo scostamento di bilancio, che deve essere «robusto» e magari servire a esentare dal pagamento della Tari le attività in perdita o costrette a chiudere.
Come vede il ritorno alle zone rosse e arancioni?
«È la conferma del “più chiusure” con i suoi ormai insostenibili costi economici e sociali. Dopo il crollo dei consumi nel 2020 di quasi 130 miliardi, ancora tante, troppe imprese del commercio, del turismo, dei servizi ma anche le attività professionali sono a rischio chiusura. Serve un deciso cambio di passo che preveda anche una rapida e graduale riapertura delle attività, in piena sicurezza con i protocolli già esistenti. E quello che ci aspettiamo dal governo Draghi».
Le risposte del decreto Sostegni sono adeguate?
«Un bene aver archiviato il meccanismo dei codici Ateco, ma indennizzi e sostegni sono ancora del tutto insufficienti, sia quelli erogati che quelli ancora attesi. Servono indennizzi adeguati e inclusivi. Ma serve anche prorogare la moratoria sui prestiti bancari e allungare i tempi di rimborso a non meno di 15 anni. Poi, vi è il capitolo delle moratorie fiscali e i costi che le imprese devono sostenere pur essendo rimaste chiuse».
Ultimamente si è parlato della Tari…
«Una tariffa che è aumentata dell’80% negli ultimi dieci anni e che continua a dover essere pagata dalle imprese, anche se sono chiuse. Una vera assurdità. Serve con urgenza un nuovo e robusto scostamento di bilancio e vanno esentate dal pagamento della Tari tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure dell’attività o a riduzioni di orario e quelle che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato».
Cosa altro serve?
«È necessario concentrarsi sul decollo della campagna vaccinale e fare di tutto per consentire riaperture in sicurezza. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, tutta e sino in fondo. Ma sinceramente non riusciamo a comprendere i motivi per i quali, ad esempio, i ristoranti non possono lavorare garantendo le distanze di sicurezza e osservando i protocolli sanitari. O perché i negozi di abbigliamento non sono ricompresi tra le attività essenziali, rischiando così di veder sfumare un’altra stagione decisiva per la tenuta delle attività. Lo stesso dicasi per i mercati che si svolgono, tra l’altro all’aperto. Per questo, proprio in questi giorni, abbiamo lanciato una grande campagna nazionale “Il futuro non (si) chiude”: perché alla disperazione degli imprenditori e vanno date risposte adeguate, razionali e tempestive da parte del governo».

Da Il Giornale del 6 aprile 2021

    CONVENZIONI

    Caricando...