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Servono ristori più adeguati e moratorie fiscali più ampie

Pubblicato mercoledì 7 aprile 2021

Enrico Postacchini, membro di Giunta responsabile per “Commercio e Città”, ha rappresentato Confcommercio nell’audizione sul decreto Sostegni davanti alle Commissioni riunite Bilancio  e Finanza e Tesoro del Senato. Tre le cifre emblematiche del gravissimo impatto economico e sociale generato dall’emergenza legata al Covid -19 che Postacchini ha elencato ai senatori: crollo dei consumi di 128 miliardi nel 2020; rischio chiusura di circa 300mila imprese del commercio al dettaglio non alimentare e del terziario di mercato, 240mila delle quali come conseguenza diretta della crisi di reddito e di liquidità; riduzione del lavoro autonomo, ordinistico e non ordinistico, di circa 200mila unità.
Da qui “l’ormai evidente insostenibilità economica e sociale del ricorso al modello del ‘più chiusure’” e la “necessità assoluta del decollo operativo della campagna di vaccinazione”. Oltre ovviamente, all’esigenza  di un “deciso rafforzamento, entro e oltre il perimetro del decreto, delle risorse dedicate ai ristori per imprese, professionisti e partite Iva”. Bene l’archiviazione del meccanismo dei codici Ateco, ha proseguito il rappresentante di Confcommercio, ma i ”soggetti interessati sono circa tre milioni per un ristoro medio stimato intorno ai 3.700 euro”. “Non ci siamo e lo ribadiamo: servono ristori più adeguati in termini di risorse, più inclusivi in termini di parametri d’accesso e che tengano conto anche dei costi fissi, più tempestivi in termini di meccanismi operativi”, ha scandito Postacchini.
Adeguatezza, inclusività e tempestività – è sottolineato nella memoria depositata dalla Confederazione – servono anche “per le misure dedicate a turismo, montagna e cultura, professioni”, mentre per i trasporti “occorre sostenere tutto il sistema dell’accessibilità non limitandosi al solo trasporto pubblico locale”. Sul versante degli ammortizzatori sociali, “bene la proroga della Cassa Covid, ma vanno assicurati la continuità rispetto al ciclo di prestazioni precedenti e l’ulteriore finanziamento del fondo per il parziale esonero contributivo di lavoratori autonomi e professionisti”.
“Bisogna fare di più e presto – ha concluso Postacchini – sia per un nuovo e robusto scostamento di bilancio, sia per moratorie fiscali più ampie e per una proroga della moratoria sui prestiti bancari unita all’allungamento dei tempi per il rimborso dei prestiti assistiti da garanzie pubbliche”.

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