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Sindacati: ridurre orario apertura attività commerciali

Pubblicato giovedì 19 marzo 2020

Ridurre l’orario di apertura di tutte le attività commerciali e della ristorazione a 12 ore al giorno e chiudere nella giornata di domenica tutti i punti vendita, compresi quelli di generi alimentari. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTucs, con una nuova nota unitaria trasmessa al presidente del Consiglio Conte, rinnovano la richiesta al governo di rimodulare gli orari di apertura, richiesta già sollecitata all’esecutivo nei giorni scorsi con due missive trasmesse il 13 e 15 marzo.
”A tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, molte imprese del settore, raccogliendo evidentemente le ragioni da noi sollevate – sottolineano le tre sigle nella nota congiunta – stanno anticipando l’orario di chiusura serale e chiudono per l’intera giornata la domenica; la Regione Lazio, a seguito della mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali territoriali è intervenuta con propria ordinanza nello stesso ambito riducendo le aperture”.
I sindacati sottolineano che ”si sta determinando un quadro di restrizioni maggiori di quelle previste dall’attuale DPCM, che, se pur nella direzione auspicata dalle scriventi, rischia di avere un esito di non omogeneità e confusione nel settore. Una situazione che, oltre a creare uno svantaggio per le imprese più virtuose che tutelano i propri dipendenti, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che invece rimarranno aperti, con evidenti problemi di possibile contagio”.
Nel ribadire che ”l’istanza non deve essere considerata esclusivamente come una volontà di produrre una sospensione delle attività con conseguenti rischi per l’approvvigionamento di generi alimentari, ma al contrario garantire la prosecuzione dell’attività di vendita rendendola sostenibile”, i sindacati ritengono necessaria ”una indicazione univoca ai consumatori regolamentando il nastro orario settimanale dichiarando la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali”.
In assenza di risposte urgenti da parte del governo i sindacati non escludono azioni di protesta spontanee a livello territoriale ”finalizzate ad ottenere una tutela che non può essere demandata all’iniziativa della singola impresa” piuttosto ad un’azione decisa del governo.

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