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Tagli sulle bollette di luce e gas per imprese e utenze domestiche

Pubblicato venerdì 24 settembre 2021

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’atteso “decreto bollette” che arriva a una settimana dal temutissimo, forte aumento delle bollette elettriche che verrà innescato dall’aumento del prezzo internazionale del gas. Con il provvedimento vengono ridotti gli oneri di sistema, ovvero la tassazione sulle bollette di luce e gas per “attività di interesse generale per il sistema elettrico”.
Le nuove misure favoriscono gli oltre tre milioni di persone che beneficiano del bonus energia, per i quali vengono tendenzialmente azzerati gli effetti dell’aumento previsto il primo ottobre. Si tratta di:

  • nuclei che hanno un Isee inferiore a 8265 euro annui;
  • nuclei familiari numerosi (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli).
  • percettori di reddito o pensione di cittadinanza; utenti in gravi condizioni di salute.

I circa sei milioni di piccolissime e piccole imprese con utenze in bassa tensione e i 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw si vedranno da parte loro azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema. Per tutti gli altri utenti, l’Iva viene temporaneamente abbassata al 5% rispetto alle aliquote del 10% (famiglie) e 22% (imprese) esistenti oggi. Quanto al gas, infine, anche i circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del “bonus sociale gas” vedranno di fatto cancellati gli effetti del previsto aumento della bolletta.

La bozza di provvedimento approvata dal Consiglio dei Ministri “si muove nella giusta direzione in quanto scongiura, per il prossimo trimestre, parte degli annunciati rincari dei prezzi per imprese e consumatori”. Questo il commento di Confcommercio, la quale aggiunge però che “l’intervento del Governo non è ancora sufficiente a risolvere in maniera duratura e strutturale i nodi che attanagliano il nostro sistema energetico”.
Per la Confederazione occorre infatti “affrontare innanzitutto il tema della dipendenza dalle forniture estere che rende l’Italia intrinsecamente più vulnerabile e soggetta a forti oscillazioni dei prezzi delle commodities” e “risolvere i limiti dell’attuale configurazione del sistema di prelievo che ancora oggi pone a carico degli utenti finali il costo degli oneri generali di sistema, ovvero degli incentivi economici alla produzione da fonti rinnovabili, alla cogenerazione, alle industrie energivore ed i costi fissi connessi, tra l’altro, allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse”. Si tratta di oneri pari a a circa 15 miliardi annui cui dovranno aggiungersi, da gennaio 2022, ulteriori 2 miliardi per assicurare la sicurezza e la stabilità del sistema energetico.
Secondo Confcommercio, poi, “è necessario avviare da subito una riforma più organica delle modalità di calcolo della bolletta energetica, anche in un’ottica di progressivo trasferimento alla fiscalità generale degli oneri generali di sistema. Servono poi misure regolatorie che assicurino mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti e sicurezza dell’approvvigionamento, realizzando un modello di transizione energetica che consenta di coniugare innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e benefici occupazionali ed economici per cittadini ed imprese”.
“Questi interventi – conclude la Confederazione – dovranno essere accompagnati da investimenti importanti per la diversificazione delle forniture di energia, per accrescere l’indipendenza del nostro Paese dall’estero e per incentivare l’efficienza energetica”.

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