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Ventotto miliardi anti-Covid, in arrivo tre decreti in un mese

Pubblicato venerdì 20 novembre 2020

Un decreto Ristori ter da 1,4 miliardi, un nuovo scostamento di bilancio per finanziare con altri 7 miliardi un decreto Ristori quater e la richiesta a gennaio di autorizzare altri 20 miliardi di deficit, per finanziare un decreto “2021”. Cresce di ora in ora il costo della crisi Covid. Mentre la manovra da 38 miliardi deve ancora iniziare il suo percorso in Parlamento, il governo si prepara a stanziarne quasi altrettanti, da qui ai primi mesi del prossimo anno, per far fronte alle difficoltà delle aziende e delle famiglie costrette a fermarsi per bloccare la curva del contagio.
Il governo, ha ribadito il premier Conte ai sindaci, farà “tutto quel che serve” per dar fiato all’economia. E intanto lavora “senza ritardi” sul Piano di rilancio e resilienza che deve definire come spendere i 209 miliardi attesi – veti permettendo – dal Recovery fund.
Le ipotesi di lavoro sono più d’una, ma l’idea che si fa largo è riempire il salvadanaio delle misure, che si svuota molto più in fretta di quanto preventivato, un po’ per volta. Ecco perché nel giro di un mese potrebbero arrivare altri tre decreti, che si aggiungono ai due decreti Ristori approvati il 27 ottobre e il 7 novembre. A meno che non si riesca a finanziare l’ulteriore deficit da 7 miliardi necessario da qui a fine anno, senza ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio. Se sarà fattibile, potrebbe arrivare subito un decreto Ristori ter da oltre 8 miliardi, altrimenti servirà un intervento in due step: subito un primo decreto da 1,3 miliardi (risorse non spese nel corso dell’anno) e a fine novembre, dopo il voto del Parlamento sullo scostamento, un decreto Ristori quater.
La sostanza è che si aiuteranno le attività commerciali di tutte le zone diventate rosse o arancioni nel corso di questo mese. E che già si prepara per gennaio una nuova richiesta di deficit per mettere in campo altre 20 miliardi di misure. Anche se la cifra non è ancora definita e se per i più prudenti potrebbe fermarsi sotto i 15 miliardi, per i meno ottimisti potrebbe dover lievitare – in conseguenza di nuove chiusure – fino a sfiorare i 30 miliardi.
Conte all’assemblea dell’Anci risponde alle richieste dei sindaci di fare da subito di più: arriverà, promette, una norma, per permettere ai Comuni di anticipare aiuti alimentari alle famiglie più bisognose per vedersi restituire le risorse nel 2021. E poi c’è la promessa di congelare anche il prossimo anno la Tosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, che grava su bar e ristoranti.

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